Big Data e Referendum Costituzionale

Il referendum costituzionale in rete

PISA

In questi giorni le testate giornalistiche italiane si stanno scatenando nella pubblicazione di articoli  – dai toni non sempre concordi – sui risultati del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre (riportiamo due esempi da Wired Repubblica).

C’è chi sostiene che vincerà il “NO” in maniera netta, chi ancora dà le due opzioni in sostanziale pareggio, e chi preferisce non esprimersi.

Non c’è certo da meravigliarsi che emergagno pareri anche fortementi contrastanti, se non opposti. Nel contesto dell’analisi di Big Data della rete, è infatti d’obbligo premettere che un tema molto importante risiede nella veridicità delle informazioni estratte e analizzate. Non sempre chi twitta o posta commenti su facebook esprime un campione rappresentativo della media della popolazione, o espone liberamente il proprio pensiero; e non sono infrequenti gli esempi di post o tweet ironici (e quindi di più difficile interpretazione), o addirittura strumentali.

Inoltre, un fattore che influenza le analisi come quelle referendarie è necessariamente legato al fatto che l’interesse maggiore a rendere pubblico il proprio parere sta dalla parte di chi è contrario ad un cambiamento, ad un provvedimento in proposta, a chi in questo caso voterebbe “NO” insomma.

L’analisi di Sixth Sense: oltre 1,000,000 di tweet

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Sixth Sense, attraverso un algoritmo proprietario di analisi dei tweet estraibili dalla rete, ha analizzato i trend dei tweet relativi al referendum costituzionale nelle 2 settimane precedenti le votazioni, raccogliendo ed analizzando una media di oltre 100,000 tweet diversi al giorno. I tweet raccolti sono stati analizzati, geolocalizzati e classificati in base al loro “sentiment” in neutrali, favorevoli al “SI” oppure al “NO”

Gli # del SI

Tra gli hashtag più diffusi tra i favorevoli alla vittoria del “SI”, svettano il #bastaunSI e #iovotosi, che occupano oltre il 70% degli hastag pubblicati. Tra gli altri, interessante sottolineare il #ReferendumCostituzionale, e il #4dicembre, a voler sottolineare l’importanza di questa data.

Gli # del NO

Tra chi esprime un parere contrario alla riforma costituzionale, la parte del leone la fa il #iovotoNo, seguito da #iodicoNo e da #Renzi a ribadire il fatto che molti legano ancora probabilmente l’esito della votazione al futuro dell’attuale governo.

Una considerevole fetta dei tweet non esprimono un parere netto, e sono quindi classificati come neutri. Molti tra questi hanno infatti carattere puramente informativo, e in effetti gli hastag più diffusi sono #Referendum, #ReferendumCostituzionale, #riformacostituzionale.

La distribuzione geografica

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Un’analisi geografica dei tweet (mappa a fianco) rivela che le regioni del centro-sud Italia sono quelle più attive sul social e più aperte ai servizi di localizzazione – la maggior parte dei tweet geo-localizzati provengono infatti da Lazio, Abruzzo, Basilicata, Puglia e Campania. La distribuzione del sentiment (ricordiamo però che solo una percentuale limitata dei tweet è associata ad una localizzazione) sembra essere favorevole al referendum nelle zone centro-settentrionali della penisola, mentre nelle regioni del sud e delle isole prevalgono il sentimento neutro o negativo.

 

Il trend emergente

L’analisi più interessante è forse quella del trend emergente negli ultimi giorni, che scaturisce da un’analisi dell’evoluzione temporale del sentiment in rete. Il numero di tweet favorevoli al “SI” è infatti negli ultimi giorni in netto aumento a scapito di quelli per il “NO” che erano invece prevalenti fino a circa il 21 Novembre (vedi grafico sottostante).

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Un’indicazione di un cambiamento di tendenza nelle preferenze di voto degli italiani? Lo scopriremo tra meno di una settimana.